Oro, contesto e comportamento degli investitori
Data pubblicazione: 29 settembre 2025
Autore:


Nelle ultime settimane l’oro ha toccato nuovi massimi storici sopra quota 3.500 dollari l’oncia e oggi si muove intorno a 3.800$. Da inizio anno il rialzo è nell’ordine di poco più del 40%.

Il contesto
Dopo decenni di tassi in discesa siamo in un regime diverso, con più volatilità obbligazionaria e maggiore incertezza sull’inflazione. Diversi attori sovrani hanno aumentato l’interesse per l’oro rispetto al passato, anche come parziale alternativa alle riserve in titoli esteri. La combinazione di debiti pubblici elevati e politiche fiscali espansive mantiene viva la narrativa favorevole agli asset reali.

Dentro questo quadro l’oro resta sicuramente un tassello sensato di lungo periodo in un portafoglio diversificato. Il tema, semmai, è il passo. Dalla primavera 2025 gli indicatori mensili di momentum sono tirati e nell’aria si percepisce un po’ di euforia. Per questo è opportuno mantenere prudenza tattica sul breve senza cambiare l’impostazione strategica. In un quadro come quello attuale non stupirebbe infatti vedere l’oro restare tirato più a lungo del solito. Non è una previsione ma solo un promemoria. Quando cambiano i regimi, cambiano anche le regole non scritte del mercato.
C’è anche un segnale interessante che vale la pena registrare, e cioè il breakout di argento e platino.

Storicamente questi movimenti compaiono in fasi più mature di un mercato al rialzo dell’oro, perché sono trainati soprattutto da investitori e trader, non dalle banche centrali. Non è un allarme automatico, è un indizio in più sul tipo di fase che stiamo vivendo.
Un punto pratico per chi investe e spende in euro poi è che l’oro quota in dollari. Il cambio quindi può amplificare o attenuare i movimenti. Rimane importante evitare che la diversificazione si trasformi, senza volerlo, in una scommessa sul dollaro.
Il comportamento degli investitori
Negli ultimi mesi mi sono arrivate più richieste e domande del solito sull’oro. E questo semplicemente perché è salito di prezzo, naturalmente.
Questo è il lato più umano delle decisioni d’investimento. Non compriamo ciò che è a sconto, ma ciò che è andato bene di recente e ci fa sentire al sicuro. È una sicurezza emotiva, non statistica.
Qui nasce il paradosso. Più l’oro sale insieme alle azioni, minore probabilmente sarà il suo contributo di diversificazione nel breve periodo. Eppure i prezzi in crescita sono come un lasciapassare psicologico. Ci convinciamo che stiamo “diversificando”, quando in realtà stiamo inseguendo la performance.
Come ho sottolineato prima, l’oro ha senso in molti portafogli sia per ragioni macro che di diversificazione nel senso di asset che si muove diversamente nel tempo. Il punto è un altro. Se l’interesse per un’asset nasce solo dopo una lunga salita, è un campanello d’allarme. È il nostro cervello che cerca conferme.
La soluzione è relativamente noiosa. Dobbiamo decidere da prima che cosa vogliamo che facciano gli strumenti in portafoglio, accettare che la diversificazione non è un premio immediato ma un’assicurazione contro i cicli, e che ribilanciare significa vendere un po’ di ciò che è salito e comprare un po’ di ciò che è sceso. È controintuitivo, ed è proprio per questo che funziona: ti porta a comprare dopo i cali e a vendere dopo i rialzi.
Quello che dobbiamo fare quindi è costruire un processo che regga le nostre emozioni quando i prezzi corrono e soprattutto quando crollano.
Se la domanda quindi è “quanto oro dovrei avere in portafoglio”, forse la risposta utile è un’altra. Quanta disciplina sono disposto a mantenere quando la narrativa del momento mi spinge nella direzione opposta? La diversificazione vera nasce lì. Non dai grafici che salgono. Dalle scelte che riusciamo a sostenere anche quando non sono popolari.
Grazie per la lettura! Iscriviti gratis per ricevere i nuovi post
Bisogno di una consulenza?
Questo articolo ti è piaciuto?
Disclaimer
Dichiaro di essere l’autore dell’articolo, che non è riferibile a FinecoBank S.p.A. e di cui mi assumo pienamente la responsabilità, di aver rispettato le normative vigenti in materia di trasparenza, comunicazione e pubblicità finanziaria, oltre che aver citato correttamente tutte le fonti, nel rispetto del copyright. Il contenuto degli articoli pubblicati su questo sito non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Lo scrivente declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.
Menù
Via Benedetto Croce 18
00142, Roma
Mostra numero di telefono
Mostra e-mail
COPYRIGHT © 2026
- All Rights Reserved
- Fineco Bank S.p.A.
Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Gianluca Loffredo e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.